“Non è scomparso in queste terre un tenace tradizionalismo e un profondo sentimento della famiglia. Vesti e costumi antichi, benché raramente portati, si conservano nelle case; così come gli ori e i coralli, che compaiono più sovente. Un'immagine di questa vita si può cogliere nell'abbazia di Chiaravalle di Piastra, nella valle del Piastra, non lontano da Macerata. Intorno all'abbazia cistercense eretta nel secondo secolo dopo il Mille, domina quella fitta e laboriosa vita agreste, propria di un popolo che per abitudine atavica non vede sicurezza se non nella terra. Incorporata nelle case coloniche, tra i filari d’alberi lucidi per cui le Marche sono insieme campagna e giardino, è proprietà dei principi Giustiniani Bandini; e in essa è la tomba dell'ultimo principe morto, col suo testamento scolpito. Egli chiede, in mancanza di sua prole, di essere seppellito tra i suoi contadini che aveva amato come figli. È un'immagine del paternalismo marchigiano, che certo si estingue con i nuovi tempi, ma vi rimane appreso come ricordo. Lo abbiamo veduto finora dall'angolo dei coloni, ma si poteva anche vederlo da quello dei signori, che dividevano con essi la mentalità e i costumi.Se da Macerata poi si penetra nella montagna, s’incontra per la prima volta la grande pastorizia, premonitrice dell'Abruzzo. Siamo arrivati alle falde dei Sibillini, distesi tra le Marche e l'Umbria, i «monti azzurri» che Leopardi fanciullo...

